Storia di Gesu e Matteo
Una notte Gesù si trovò a guardare Matteo dormire placidamente sul suo giaciglio. Nessun segno di preoccupazione sembrava turbare il suo viso, il movimento regolare del suo torace seguiva il ritmo del suo calmo respiro. Gesù sorrise dolcemente a questa visione: si compiacque vedendo in lui il frutto del suo insegnamento.
Dopo qualche secondo, infine, Gesù colpì con infinita violenza l' ignavo scansafatiche, che osava dormire mentre a lui gravavano le sorti del mondo.
(E)
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martedì 2 ottobre 2012
Dello Spirito santo, ovvero del Santo Spiritoso #14
Storia di Gesù e il vagabondo
Un giorno Gesù soccorse un povero senzatetto colto al mercato mentre tentava di appropriarsi di un budello di bue per sfamarsi. Gesù salvo il pover' uomo dalla crudeltà della folla, spiegò loro l'abisso verso cui il demonio può indirizzare nei momenti di più doloroso sconforto e li rinsavì. Successivamente si prese cura del povero vagabondo lo nutrì e gli insegnò la vera natura del male e del bene ammaestrandolo per sempre alla retta via.
Al termine della grandiosa impresa, Matteo disse entuasiasta a Gesù:
' Caro Gesù, non avresti potuto fare cosa migliore!'
'Cosa vorresti dire?' disse Gesù accigliato, ' forse ritieni che le mie grandiose abilità si fermino a questo?'
'Oh no, caro Gesù, mio profeta, non intendevo certo questo! Volevo solo dire che l'impresa di oggi ha totalmente superato tutte le mie più luminose aspettative!' insistette Matteo.
'Dunque vorresti dire che simili imprese non sono il tipo di azioni che tu ti aspetteresti da me' incalzò Gesù, caricando il rovescio.
'No Gesù non era questo che volevo dire anzi ero sicuro che saresti intervenuto come hai fatto!'
'Perciò il mio gesto non ti è sembrato nulla di speciale. Ti sembro forse un messia banale?'
'No Gesù'.
Matteo chiese cortesemente di assentarsi un minuto e si impiccò di li a poco.
Gesù lo resuscitò all'alba, perchè ritenne che il suo compito di insegnamento era di la dal concludersi.
(E)
Un giorno Gesù soccorse un povero senzatetto colto al mercato mentre tentava di appropriarsi di un budello di bue per sfamarsi. Gesù salvo il pover' uomo dalla crudeltà della folla, spiegò loro l'abisso verso cui il demonio può indirizzare nei momenti di più doloroso sconforto e li rinsavì. Successivamente si prese cura del povero vagabondo lo nutrì e gli insegnò la vera natura del male e del bene ammaestrandolo per sempre alla retta via.
Al termine della grandiosa impresa, Matteo disse entuasiasta a Gesù:
' Caro Gesù, non avresti potuto fare cosa migliore!'
'Cosa vorresti dire?' disse Gesù accigliato, ' forse ritieni che le mie grandiose abilità si fermino a questo?'
'Oh no, caro Gesù, mio profeta, non intendevo certo questo! Volevo solo dire che l'impresa di oggi ha totalmente superato tutte le mie più luminose aspettative!' insistette Matteo.
'Dunque vorresti dire che simili imprese non sono il tipo di azioni che tu ti aspetteresti da me' incalzò Gesù, caricando il rovescio.
'No Gesù non era questo che volevo dire anzi ero sicuro che saresti intervenuto come hai fatto!'
'Perciò il mio gesto non ti è sembrato nulla di speciale. Ti sembro forse un messia banale?'
'No Gesù'.
Matteo chiese cortesemente di assentarsi un minuto e si impiccò di li a poco.
Gesù lo resuscitò all'alba, perchè ritenne che il suo compito di insegnamento era di la dal concludersi.
(E)
Dello Spirito Santo, ovvero del Santo Spiritoso #13
Storia di Gesù e la città peccaminosa.
In quel tempo, Gesù ed i suoi discepoli erano presso la città di Gerico.
Gli abitanti di Gerico erano individui dissoluti, che non intendevano la differenza tra il retto comportamento ed il peccato.
Gesù decise quindi di illuminare la via di quegli uomini con un discorso in pubblica piazza.
'In verità vi dico, fratelli e sorelle, che ognuno di noi è un peccatore, e che solo nell'amore di Dio si potrà gioire della vita eterna, dopo la morte.' furono le parole conclusive di un discorso durato due giorni e tre notti.
L'indomani, la popolazione intera era impegnata in vergognosi riti orgiastici.
'Che vadano all'Inferno, io ho fatto il mio dovere' esclamò Gesù.
La città di Gerico divampò istantaneamente tra le fiamme.
(M)
In quel tempo, Gesù ed i suoi discepoli erano presso la città di Gerico.
Gli abitanti di Gerico erano individui dissoluti, che non intendevano la differenza tra il retto comportamento ed il peccato.
Gesù decise quindi di illuminare la via di quegli uomini con un discorso in pubblica piazza.
'In verità vi dico, fratelli e sorelle, che ognuno di noi è un peccatore, e che solo nell'amore di Dio si potrà gioire della vita eterna, dopo la morte.' furono le parole conclusive di un discorso durato due giorni e tre notti.
L'indomani, la popolazione intera era impegnata in vergognosi riti orgiastici.
'Che vadano all'Inferno, io ho fatto il mio dovere' esclamò Gesù.
La città di Gerico divampò istantaneamente tra le fiamme.
(M)
Dello Spirito Santo, ovvero dell Santo Spiritoso #12
Storia di Gesù e la contemplazione del creato.
Gesù, un giorno, interrogato il Padre su quale fosse il modo migliore per onorarlo, ebbe come risposta 'Amare il prossimo e contemplare il Creato'.
Gesù pensò a lungo, e, vedendo un vecchio agricoltore lavorare come uno schiavo nei campi, lo sollevò dal suo gravoso incarico, e diede a Matteo il compito di terminare l'aratura e la semina dei diecimila acri del contadino. Fu così che amò il suo prossimo.
L'ulteriore passo verso la completa devozione al Padre suo era quindi la contemplazione del Creato. Egli decise di osservare dunque il tramonto da una collina lì vicino.
Il rosso del cielo e la discesa dell'astro dorato oltre l'orizzonte lo commossero.
Silenzioso, raggiungeva così la più grande vicinanza a Dio mai provata nel mondo terreno.
'Maestro, ho concluso, ho lavorato fino a farmi sanguinare le mani.' sussurrò una voce alle sue spalle.
Gesù si voltò di scatto. Era Matteo, sporco e zoppicante per il duro lavoro.
Matteo fu trovato il giorno dopo, sul fondo di un alto dirupo, con tutte le ossa rotte e il volto sfigurato da diversi oggetti contundenti.
(M)
Gesù, un giorno, interrogato il Padre su quale fosse il modo migliore per onorarlo, ebbe come risposta 'Amare il prossimo e contemplare il Creato'.
Gesù pensò a lungo, e, vedendo un vecchio agricoltore lavorare come uno schiavo nei campi, lo sollevò dal suo gravoso incarico, e diede a Matteo il compito di terminare l'aratura e la semina dei diecimila acri del contadino. Fu così che amò il suo prossimo.
L'ulteriore passo verso la completa devozione al Padre suo era quindi la contemplazione del Creato. Egli decise di osservare dunque il tramonto da una collina lì vicino.
Il rosso del cielo e la discesa dell'astro dorato oltre l'orizzonte lo commossero.
Silenzioso, raggiungeva così la più grande vicinanza a Dio mai provata nel mondo terreno.
'Maestro, ho concluso, ho lavorato fino a farmi sanguinare le mani.' sussurrò una voce alle sue spalle.
Gesù si voltò di scatto. Era Matteo, sporco e zoppicante per il duro lavoro.
Matteo fu trovato il giorno dopo, sul fondo di un alto dirupo, con tutte le ossa rotte e il volto sfigurato da diversi oggetti contundenti.
(M)
Dello Spirito Santo, ovvero del Santo Spiritoso #11
Storia di Gesù e l'umorismo.
'Dimmi, Matteo, cosa ti affligge?' chiese Gesù al suo discepolo, vedendolo intristito.
Matteo rispose prontamente: 'Maestro, gli altri discepoli mi prendono in giro, dicono che non ho senso dell'umorismo.'.
'Matteo, prega il signore affinché te ne faccia dono, e se pregherai con fede ti sarà concesso.'
Matteo si ritirò in solitaria preghiera, per due giorni e due notti.
Tornò al mattino del terzo giorno da Gesù, che gli chiese: 'Ebbene? Il Padre mio ti ha esaudito?'
'Macché, rabbì, non riesco a dire due battute IN CROCE!'
Tutti gli apostoli, riuniti attorno a loro, scoppiarono in una fragorosa risata.
Matteo, gioioso, lodò il Signore per il dono ricevuto.
Gesù, colmo di ieratico furore, lo guardò con sdegno immenso, contagiandolo istantaneamente con tetano, ebatite B, morbillo e diarrea fulminanti.
(M)
'Dimmi, Matteo, cosa ti affligge?' chiese Gesù al suo discepolo, vedendolo intristito.
Matteo rispose prontamente: 'Maestro, gli altri discepoli mi prendono in giro, dicono che non ho senso dell'umorismo.'.
'Matteo, prega il signore affinché te ne faccia dono, e se pregherai con fede ti sarà concesso.'
Matteo si ritirò in solitaria preghiera, per due giorni e due notti.
Tornò al mattino del terzo giorno da Gesù, che gli chiese: 'Ebbene? Il Padre mio ti ha esaudito?'
'Macché, rabbì, non riesco a dire due battute IN CROCE!'
Tutti gli apostoli, riuniti attorno a loro, scoppiarono in una fragorosa risata.
Matteo, gioioso, lodò il Signore per il dono ricevuto.
Gesù, colmo di ieratico furore, lo guardò con sdegno immenso, contagiandolo istantaneamente con tetano, ebatite B, morbillo e diarrea fulminanti.
(M)
lunedì 1 ottobre 2012
Dello Spirito Santo, ovvero del Santo Spiritoso. #10
Storia di Gesù e la pianta di fico #2
Gesù si avvicinò ad una pianta, presso le rive del fiume Giordano, ove era stato battezzato pochi mesi prima. Notò, sotto il sole cocente, una pianta di fico.
'Giovane virgulto' esordì 'ringrazio te ed il Padre mio per i doni che mi stai porgendo'.
Pronunciate queste parole di lodi, egli si mosse per godere appieno dei dolci frutti del Signore, grondanti di miele, tentando di afferrarne alcuni.
Tanto erano disposti in alto i frutti, che Gesù saltò a lungo e con fatica per coglierne uno, ma invano.
Quando la sua veste fu bagnata del sudore del suo corpo, egli maledisse il ceppo ingrato e decise che era giunto il momento di metter fine ai suoi giorni.
Non solo additò la pianta sciagurata con furiosa e sacrosanta rabbia come già ebbe fatto in passato [1], ma con calma incaricò Matteo di fargli pervenire una scure dalla lama affilata. Matteo fu molto rapido nel porgergli l'arnese, per questo Gesù ancora irato, lo percosse con tutta la forza che aveva in corpo solo per breve tempo.
Successivamente, colpì la corteccia del secolare tronco con decisione finchè esso cadde a terra senza più vita.
Grande gioia provo Gesù, quando con una vampa appiccò il fuoco alle larghe fronde, prima di aver sputato con decisione sui suoi frutti deprecabili.
(E)
1 Cit. Vangelo di Luca: La mattina dopo tornando in città ebbe fame (Gesù). E visto un fico lungo la strada, gli si avvicinò, ma non trovandovi altro che foglie, disse: "Da te non nasca mai più frutto in eterno!". E subito il fico si seccò. I discepoli nel veder questo, rimasero stupiti ed esclamarono: "Come mai questo fico si è seccato all'istante?". Gesù rispose dicendo loro: "In verità vi dico: se avrete fede e non esiterete, farete non solo come è stato fatto a questo fico, ma quand'anche diciate a questo monte: "Levati di là e gettati in mare", sarà fatto. Tutto ciò che chiederete con fede nella preghiera, l'otterrete".
Gesù si avvicinò ad una pianta, presso le rive del fiume Giordano, ove era stato battezzato pochi mesi prima. Notò, sotto il sole cocente, una pianta di fico.
'Giovane virgulto' esordì 'ringrazio te ed il Padre mio per i doni che mi stai porgendo'.
Pronunciate queste parole di lodi, egli si mosse per godere appieno dei dolci frutti del Signore, grondanti di miele, tentando di afferrarne alcuni.
Tanto erano disposti in alto i frutti, che Gesù saltò a lungo e con fatica per coglierne uno, ma invano.
Quando la sua veste fu bagnata del sudore del suo corpo, egli maledisse il ceppo ingrato e decise che era giunto il momento di metter fine ai suoi giorni.
Non solo additò la pianta sciagurata con furiosa e sacrosanta rabbia come già ebbe fatto in passato [1], ma con calma incaricò Matteo di fargli pervenire una scure dalla lama affilata. Matteo fu molto rapido nel porgergli l'arnese, per questo Gesù ancora irato, lo percosse con tutta la forza che aveva in corpo solo per breve tempo.
Successivamente, colpì la corteccia del secolare tronco con decisione finchè esso cadde a terra senza più vita.
Grande gioia provo Gesù, quando con una vampa appiccò il fuoco alle larghe fronde, prima di aver sputato con decisione sui suoi frutti deprecabili.
(E)
1 Cit. Vangelo di Luca: La mattina dopo tornando in città ebbe fame (Gesù). E visto un fico lungo la strada, gli si avvicinò, ma non trovandovi altro che foglie, disse: "Da te non nasca mai più frutto in eterno!". E subito il fico si seccò. I discepoli nel veder questo, rimasero stupiti ed esclamarono: "Come mai questo fico si è seccato all'istante?". Gesù rispose dicendo loro: "In verità vi dico: se avrete fede e non esiterete, farete non solo come è stato fatto a questo fico, ma quand'anche diciate a questo monte: "Levati di là e gettati in mare", sarà fatto. Tutto ciò che chiederete con fede nella preghiera, l'otterrete".
Dello Spirito Santo, ovvero del Santo Spiritoso #9
Storia di Gesù e la pianta di fico.
Gesù si avvicinò ad una pianta, presso le rive del fiume Giordano, ove era stato battezzato pochi mesi prima. Notò, sotto il sole cocente, una verdeggiante pianta di fico.
'Giovane virgulto' esordì 'ringrazio te ed il Padre mio per i doni che mi stai porgendo'.
Detto questo, ringraziata la misericordia di Dio, tentò di prenderne i succosi frutti.
Non vi riuscì, essendo questi troppo alti.
'Il Padre mio mi mette alla prova: i suoi doni non sono alla portata di tutti.' fu la sua profonda riflessione.
'Matteo, presto, vieni qui, fammi da sgabello, così che io possa raggiungere i doni del Signore!'
Matteo accorse lesto, si inginocchiò di fronte a Gesù e lo ringraziò.
Gesù, nonostante l'aiuto del suo più caro amico, non riuscì ad ottenere nemmeno un fico secco, tanto erano posti in alto.
'...Andiamo, Matteo. Tanto i fichi non mi son mai piaciuti.'
Assieme, si allontanariono, silenziosi.
(M)
Gesù si avvicinò ad una pianta, presso le rive del fiume Giordano, ove era stato battezzato pochi mesi prima. Notò, sotto il sole cocente, una verdeggiante pianta di fico.
'Giovane virgulto' esordì 'ringrazio te ed il Padre mio per i doni che mi stai porgendo'.
Detto questo, ringraziata la misericordia di Dio, tentò di prenderne i succosi frutti.
Non vi riuscì, essendo questi troppo alti.
'Il Padre mio mi mette alla prova: i suoi doni non sono alla portata di tutti.' fu la sua profonda riflessione.
'Matteo, presto, vieni qui, fammi da sgabello, così che io possa raggiungere i doni del Signore!'
Matteo accorse lesto, si inginocchiò di fronte a Gesù e lo ringraziò.
Gesù, nonostante l'aiuto del suo più caro amico, non riuscì ad ottenere nemmeno un fico secco, tanto erano posti in alto.
'...Andiamo, Matteo. Tanto i fichi non mi son mai piaciuti.'
Assieme, si allontanariono, silenziosi.
(M)
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